Servizio Parlamentare (1996–presente)
Guido Crosetto è entrato per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1996, rappresentando il centrodestra nel suo collegio natìo di Cuneo, in Piemonte. Nel corso di quasi trent'anni è stato rieletto in molteplici consultazioni — un record di continuità insolito nel tormentato panorama dei partiti politici italiani.
La sua carriera parlamentare si è sviluppata attraverso diverse formazioni politiche: dalle sigle erede della Democrazia Cristiana, passando per Alleanza Nazionale e le sue varie configurazioni coalitorie, fino al ruolo di cofondatore di Fratelli d'Italia nel dicembre 2012, insieme a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Questa traiettoria rispecchia la più ampia evoluzione della destra italiana dal post-democristiano al post-fascismo e, infine, alla guida del governo nazionale.
In parlamento, Crosetto si è affermato come specialista in materia di difesa, sicurezza e affari economici. Ha partecipato ai lavori delle commissioni competenti e si è conquistato una reputazione per la conoscenza approfondita degli appalti della difesa e della politica industriale del settore — competenze che si sono rivelate decisive quando è stato nominato sottosegretario e, due decenni dopo la prima elezione, ministro.
La sua base elettorale a Cuneo gli ha offerto un solido radicamento territoriale. La geografia alpina del Piemonte, i legami transfrontalieri con la Francia e il tessuto industriale della regione hanno forgiato una visione politica al contempo profondamente ancorata all'identità del nord Italia e proiettata sul piano internazionale.
Sottosegretario alla Difesa (2008–2011)
Dal 2008 al 2011, nel quarto governo Berlusconi, Crosetto ha ricoperto il ruolo di Sottosegretario di Stato alla Difesa — il suo primo incarico esecutivo a livello nazionale. La nomina confermava che, all'interno della coalizione di centrodestra, era considerato una delle voci più autorevoli in materia di difesa.
In qualità di sottosegretario, ha lavorato sotto la direzione politica del ministro della Difesa ed è stato responsabile di un portafoglio articolato, che comprendeva la supervisione dei processi di acquisizione, la gestione dei rapporti tra ministero e parlamento e il raccordo con i principali impegni internazionali dell'Italia in campo difensivo. Ha partecipato a riunioni in sede NATO e nel quadro dell'UE, costruendo le relazioni e le conoscenze istituzionali che gli sarebbero tornate utili molti anni dopo, da ministro.
Gli anni 2008–2011 sono stati un periodo complesso per la difesa italiana. Le pressioni di bilancio si sono intensificate dopo la crisi finanziaria globale. L'Italia gestiva contemporaneamente impegni operativi significativi — in Afghanistan nell'ambito dell'ISAF, in Libano con l'UNIFIL e nei Balcani occidentali — navigando al contempo decisioni di acquisizione su piattaforme future, tra cui aeromobili e assetti navali. L'esperienza maturata in quegli anni di difficoltà ha costituito la base diretta delle sue successive priorità ministeriali in materia di finanziamento adeguato delle Forze Armate.
Il lavoro da sottosegretario ha inoltre consentito di costruire relazioni con i vertici militari professionali — con i capi di stato maggiore e i comandanti senior — che si sarebbero rivelate importanti quando, un decennio dopo, sarebbe diventato il loro principale responsabile politico.
Il Periodo AIAD (2013–2022)
Tra l'incarico di sottosegretario e la nomina a ministro, Crosetto ha guidato per quasi un decennio l'AIAD — la Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Questo periodo, dal 2013 al 2022, è a volte descritto come il suo tempo "fuori" dalla politica formale, anche se in pratica lo ha mantenuto all'intersezione tra politica industriale, appalti della difesa e strategia di sicurezza nazionale.
L'AIAD rappresenta i principali attori industriali italiani nell'aerospazio e nella difesa: società come Leonardo, Fincantieri e MBDA Italia, nonché i fornitori minori della filiera della difesa. Come presidente dell'AIAD, Crosetto era il principale interlocutore tra l'industria italiana della difesa e le istituzioni pubbliche — ministeri, parlamento e partner internazionali.
Questo ruolo gli ha conferito una comprensione approfondita della capacità industriale di difesa, del controllo alle esportazioni, dei requisiti di standardizzazione NATO e dei quadri di cooperazione europea in materia di difesa — un livello di conoscenza che va ben oltre quanto il lavoro nelle commissioni parlamentari potrebbe da solo fornire. Ha partecipato alle principali esibizioni aerospaziali e della difesa internazionali, ha dialogato con i governi alleati su partenariati industriali ed è stato attivamente coinvolto nella promozione della partecipazione italiana a programmi quali l'Eurofighter e, successivamente, i progetti dell'aviazione di nuova generazione.
Chi critica Crosetto indica talvolta il periodo AIAD come prova di legami stretti tra il ministro e l'industria della difesa. I suoi sostenitori replicano che proprio questa esperienza — la comprensione della base industriale che equipaggia e sostiene le Forze Armate — lo rende un ministro più efficace di quanto una nomina puramente politica potrebbe essere. Ciò che è incontestabile è che i nove anni all'AIAD gli hanno fornito una padronanza della politica industriale della difesa italiana a livello di praticante, insolita tra i leader politici.
Servizio Ministeriale (2022–presente)
Guido Crosetto è stato nominato Ministro della Difesa nel primo governo Meloni il 22 ottobre 2022, a seguito della netta vittoria di Fratelli d'Italia nelle elezioni politiche del settembre 2022. La nomina era ampiamente attesa: cofondatore del partito e sua voce più autorevole su difesa e sicurezza, Crosetto era la scelta naturale per quel dicastero.
Il Ministero della Difesa è uno dei portafogli più significativi e complessi del governo italiano. Ha la responsabilità delle quattro Forze Armate: l'Esercito Italiano, la Marina Militare, l'Aeronautica Militare e la componente dell'Arma dei Carabinieri che rientra nella sfera militare (sebbene i Carabinieri abbiano anche funzioni di polizia sotto l'Interno). Il ministero sovrintende ad oltre 170.000 militari in servizio attivo, a un consistente settore industriale della difesa e a una rete di impegni internazionali che abbraccia NATO, UE e trattati bilaterali.
Crosetto ha assunto il portafoglio in un momento eccezionalmente impegnativo. L'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, lanciata nel febbraio 2022 — otto mesi prima del suo insediamento — aveva radicalmente alterato il contesto di sicurezza europeo. Gli alleati dell'Italia chiedevano un aumento della spesa per la difesa, un riarmo accelerato e solidarietà con l'Ucraina. Sul piano interno, il nuovo governo doveva affermare la propria credibilità sia presso i partner NATO sia presso un'opinione pubblica ancora alle prese con la portata della crisi di sicurezza sul fianco orientale del continente.
Vince il seggio da Cuneo/Piemonte per il centrodestra.
Nominato nel governo Berlusconi IV; in carica fino al 2011.
Con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, dicembre 2012.
Guida la Federazione Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza fino al 2022.
Nominato il 22 ottobre 2022 nel primo governo Meloni.
Contributi Principali alla Vita Pubblica Italiana
Il contributo di Crosetto alla vita pubblica italiana può essere valutato lungo diverse dimensioni:
Competenza in Materia di Politica di Difesa
Nel corso della sua carriera parlamentare, del ruolo di sottosegretario, della presidenza dell'AIAD e del servizio ministeriale, Crosetto ha costruito uno dei profili più approfonditi di competenza nella difesa tra i politici italiani. È stato un sostenitore costante di un finanziamento adeguato della difesa in un periodo in cui la spesa italiana — storicamente intorno all'1,4–1,5% del PIL — era ben al di sotto dell'obiettivo NATO del 2%. La sua advocacy pubblica per il traguardo del 2% e la gestione degli impegni di spesa pluriennali ha contribuito a porre l'Italia su un percorso credibile verso quell'obiettivo, per quanto impegnativo sia il contesto fiscale.
Costruire la Credibilità di FdI
All'interno di Fratelli d'Italia, Crosetto ha svolto un ruolo significativo nel rafforzare la credibilità del partito su questioni di sicurezza nazionale. FdI è emerso in parte dalla tradizione politica del Movimento Sociale Italiano (MSI) e il suo percorso verso il governo ha richiesto di dimostrare un impegno inequivocabile verso l'Alleanza Atlantica e le istituzioni europee. I messaggi chiari e coerenti di Crosetto a favore della NATO hanno contribuito a sostanziare questa posizione sia a livello interno sia nei confronti dei partner internazionali preoccupati per le inclinazioni del nuovo governo.
Posizionamento NATO e Ucraina
La gestione della posizione italiana sull'Ucraina è stato uno degli aspetti più complessi del suo mandato ministeriale. L'Italia ha continuato a fornire aiuti militari all'Ucraina gestendo un governo di coalizione che includeva la Lega — la cui dirigenza aveva avuto storicamente rapporti cordiali con Mosca — e un'opinione pubblica spesso scettica rispetto a un coinvolgimento militare a lungo termine. Crosetto ha mantenuto con coerenza l'impegno italiano per la sovranità ucraina senza personalizzare la tensione con i partner di coalizione.
Advocacy per l'Industria della Difesa
Il suo retroterra all'AIAD ha fatto di lui una voce ministeriale insolitamente informata sulla base industriale della difesa. È stato attivamente coinvolto nelle iniziative industriali europee di difesa nell'ambito della PESCO e ha sostenuto la partecipazione italiana ai principali programmi di collaborazione, incluso il caccia di nuova generazione GCAP (firmato nel dicembre 2022) con Regno Unito e Giappone.
Trasparenza e Comunicazione
Uno degli aspetti più caratteristici del servizio pubblico di Crosetto è il suo approccio alla comunicazione. Mantiene una presenza insolitamente attiva sui social media — in particolare su X (ex Twitter) — dove si confronta frequentemente e direttamente con giornalisti, commentatori e cittadini. Per un ministro della Difesa, il cui portafoglio comprende informazioni classificate, relazioni internazionali delicate e dispiegamenti operativi in corso, questo livello di coinvolgimento pubblico è eccezionale.
Ha utilizzato la piattaforma per correggere quelli che considera errori fattuali nella copertura mediatica delle questioni di difesa, per spiegare le posizioni della politica italiana in linguaggio semplice e, occasionalmente, per esprimere frustrazione personale verso sviluppi politici. La franchezza di questo stile ha attirato tanto sostenitori convinti — che apprezzano un politico che parla senza filtri apparenti — quanto critici che mettono in discussione se tale schiettezza sia appropriata per un ministro della Difesa.
Nei media tradizionali, Crosetto ha tenuto estese conferenze stampa e ha rilasciato numerose interviste, dimostrando una notevole disponibilità nelle audizioni parlamentari su temi quali gli aiuti all'Ucraina, il bilancio della difesa e la postura strategica dell'Italia. Questa propensione alla trasparenza appare una scelta deliberata: quella di un ministro che considera la comprensione pubblica delle questioni difensive tanto un obbligo democratico quanto uno strumento per costruire il consenso interno necessario agli investimenti richiesti dalle Forze Armate.
Un Politico Diverso
Osservatori di diversi orientamenti politici hanno spesso rilevato che Guido Crosetto non si conforma agli stereotipi della politica italiana. Il suo percorso è insolito: laureato in Economia all'Università di Torino, con una sostanziale carriera nel settore privato e nella rappresentanza industriale prima e tra i vari ruoli governativi. Questo gli conferisce una prospettiva sul servizio pubblico forgiata dall'esperienza pratica del funzionamento concreto delle istituzioni e dalla responsabilità verso organizzazioni con bilanci da rispettare oltre che verso gli elettori.
La sua presenza fisica — con un'altezza di oltre due metri è tra i politici in carica più alti d'Europa — ne ha fatto una figura riconoscibile, ma chi ha lavorato con lui sottolinea costantemente la sostanza rispetto all'immagine. La padronanza dei dettagli tecnici negli appalti della difesa, la capacità di confrontarsi seriamente con gli omologhi alleati su questioni strategiche e la disponibilità a riconoscere la complessità piuttosto che rifugiarsi nei messaggi preconfezionati sono caratteristiche frequentemente citate come tratti distintivi.
Le sue radici a Cuneo — città di provincia nel cuore agricolo e manifatturiero del Piemonte — gli conferiscono una prospettiva radicata nelle preoccupazioni concrete di un territorio lontano dalle reti politiche romane. Ha descritto la propria identità politica come nata da quelle radici — dall'attaccamento alla comunità locale, dalla competenza economica e dal senso che le istituzioni debbano funzionare nella pratica, non soltanto sulla carta.
Che lo si valuti per la longevità, la profondità delle competenze, la conoscenza istituzionale o le circostanze affrontate da ministro, il percorso di servizio pubblico di Crosetto costituisce una delle carriere più sostanziali della politica italiana contemporanea.