Il Ruolo Internazionale dell'Italia

Il prestigio internazionale dell'Italia poggia su diversi pilastri che le conferiscono un'influenza sproporzionata rispetto alle sue dimensioni. In quanto membro fondatore sia della NATO (1949) sia di quella che è ora l'Unione Europea (Trattato di Roma, 1957), l'Italia ha contribuito a disegnare l'ordine occidentale del dopoguerra e conserva al suo interno un peso istituzionale che i membri più recenti non possono eguagliare.

Dal punto di vista geografico, la posizione centrale dell'Italia nel Mediterraneo ha un valore strategico di primaria importanza. La penisola italiana, la Sicilia e la Sardegna controllano o dominano le principali rotte marittime tra il Mediterraneo occidentale e orientale, e tra l'Europa e l'Africa settentrionale. Questa geografia fa dell'Italia un attore fondamentale in qualsiasi discussione sulla gestione dei flussi migratori, il transito energetico e le operazioni navali nel teatro che l'Alleanza considera sempre più come un fianco meridionale che richiede la stessa attenzione di quello orientale.

L'Italia è membro del G7, facendo parte del gruppo informale di direzione delle principali democrazie liberali mondiali. Ospita importanti infrastrutture NATO, tra cui il Comando Forze Interforze Alleate di Napoli (JFCNP) e, soprattutto, due basi che partecipano all'accordo di condivisione nucleare dell'Alleanza — la base aerea di Aviano e quella di Ghedi — rendendo l'Italia uno dei soli cinque membri dell'alleanza con questo ruolo.

Le Forze Armate italiane mantengono dispiegamenti simultanei in molteplici teatri — Balcani, Libano, Corno d'Africa, Sahel, missioni legacy in Afghanistan — facendo dell'Italia uno dei contributori militari più operativamente attivi nell'alleanza, anche se i numeri assoluti delle forze e la spesa per la difesa sono storicamente rimasti al di sotto dell'obiettivo NATO del 2% del PIL.

1949
Membro fondatore NATO
1957
Membro fondatore UE (Trattato di Roma)
~1,5%
del PIL sulla difesa (media storica)

L'Approccio di Crosetto alle Relazioni Internazionali

L'approccio di Guido Crosetto alle relazioni internazionali da ministro è caratterizzato da diversi temi costanti che hanno definito la diplomazia di difesa italiana dall'ottobre 2022.

Forte Atlantismo

Crosetto è stato inequivocabilmente favorevole alla NATO fin dall'inizio del suo mandato ministeriale. Questo è stato significativo in considerazione dell'incertezza iniziale — tra alcuni alleati e commentatori — su se un governo guidato da Fratelli d'Italia avrebbe mantenuto l'orientamento atlantista dell'Italia. Crosetto ha contribuito a dissipare rapidamente queste preoccupazioni, sia con dichiarazioni pubbliche sia in incontri bilaterali con gli omologhi NATO. Il suo sostegno alle strutture NATO, agli impegni di difesa collettiva dell'Alleanza ai sensi dell'articolo 5 e all'obiettivo del 2% del PIL sulla difesa è stato coerente e pubblico.

Difesa Europea nel Quadro NATO

Sulla difesa europea, Crosetto ha sostenuto un maggiore sviluppo delle capacità UE pur mantenendo che gli sforzi europei debbano complementare e rafforzare — piuttosto che duplicare o competere con — la NATO. Questa è la posizione standard italiana (e più in generale atlantista) sulla difesa UE, una posizione che colloca l'Italia più vicina alla preferenza di UK e USA e in qualche modo divergente dalla più ambiziosa visione francese di autonomia strategica europea. Il suo impegno nei progetti PESCO e nelle iniziative industriali di difesa UE è stato attivo ma ancorato a questo criterio di compatibilità atlantica.

Priorità Mediterranea

Crosetto ha affermato con coerenza che l'Alleanza deve prestare un'attenzione più sostenuta al vicinato meridionale. Mentre le preoccupazioni per il fianco orientale — comprensibilmente — hanno dominato l'agenda post-2022, egli ha sostenuto che l'instabilità in Libia, la migrazione irregolare nel Mediterraneo centrale e la crescente influenza di potenze non occidentali in Nord Africa costituiscono una sfida strategica che richiede un trattamento altrettanto serio.

Sostegno all'Ucraina nei Limiti Costituzionali

L'Italia ha continuato a fornire supporto militare, finanziario e umanitario all'Ucraina durante il mandato di Crosetto. Egli ha gestito questa politica nei limiti del quadro costituzionale italiano — che richiede l'autorizzazione parlamentare per i principali pacchetti di assistenza militare — e in un contesto di coalizione che ha richiesto una gestione attenta dei partner con diverse sensibilità sul tema. La sua posizione dichiarata è stata sempre che il diritto dell'Ucraina alla sovranità e all'integrità territoriale deve essere tutelato.

Posizionamento Pro-USA

Crosetto ha dimostrato un atteggiamento particolarmente favorevole verso gli Stati Uniti attraverso le diverse amministrazioni. Il rapporto bilaterale di difesa Italia-USA — radicato negli accordi nucleari condivisi, nell'accesso alle basi e nell'ampia cooperazione militare — è, a suo avviso, la spina dorsale della sicurezza italiana. Ha lavorato per garantire che questa relazione rimanga solida anche quando emergono frizioni transatlantiche sulla ripartizione degli oneri o sui commerci.

Relazioni Bilaterali Chiave

Stati Uniti

Il rapporto di difesa USA-Italia è il più fondamentale tra i partenariati bilaterali di sicurezza dell'Italia. Le basi americane in Italia — tra cui Sigonella in Sicilia, Aviano in Friuli e Camp Darby nei pressi di Livorno — riflettono decenni di profonda interoperabilità. L'accordo di condivisione nucleare ad Aviano e Ghedi inserisce l'Italia nella struttura di sicurezza di massima sensibilità dell'alleanza. Crosetto ha costantemente considerato il rapporto con gli USA come il pilastro della sicurezza italiana e ha lavorato per mantenerlo attraverso i cambiamenti di governo in entrambi i paesi.

Francia

Il rapporto Francia-Italia è al contempo un partenariato e una competizione. Sul piano industriale, le aziende di difesa dei due paesi si contendono i programmi principali; MBDA è un'impresa comune che attenua questa tensione. Sul piano strategico, entrambi i paesi sono potenze mediterranee con interessi in Nord Africa, ma i loro approcci sono spesso divergenti — in particolare sulla Libia, dove le fazioni sostenute da Italia e Francia si sono storicamente trovate in conflitto. Il Trattato del Quirinale (firmato nel 2021) mira ad approfondire il rapporto, sebbene permangano tensioni pratiche, anche sulla politica migratoria e sulla leadership nel Mediterraneo.

Germania

La Germania è il principale partner dell'Italia nel quadro dell'UE, ma le culture strategiche differiscono significativamente. La Zeitenwende tedesca (annunciata nel 2022) ha iniziato ad affrontare decenni di sotto-investimento nella difesa, e l'Italia ha osservato con interesse Berlino muoversi verso una maggiore capacità e impegno militare. La dimensione UE della cooperazione industriale di difesa — compresi i progetti PESCO — rende importante l'allineamento Italia-Germania. Vi sono anche interessi condivisi nella governance economica UE e nella gestione dei rapporti con Cina e Russia che creano una regolare interazione diplomatica.

Regno Unito

Dopo la Brexit, UK e Italia hanno trovato una nuova base per la cooperazione bilaterale di difesa — più evidentemente nel Global Combat Air Programme (GCAP). L'Italia ha firmato il trattato GCAP nel dicembre 2022, impegnandosi a sviluppare un caccia di nuova generazione insieme a UK e Giappone. Questo programma trilaterale rappresenta uno degli impegni industriali di difesa a lungo termine più significativi dell'Italia e un elemento importante del rapporto bilaterale Italia-UK. UK e Italia condividono l'appartenenza alla NATO e orientamenti atlantisti simili, fornendo una base di cooperazione che trascende l'appartenenza all'UE.

Giappone

L'inclusione del Giappone nel GCAP insieme a Italia e UK riflette sia l'ambizione del programma sia un ampliamento dell'orizzonte strategico italiano verso l'Indo-Pacifico. Il partenariato triangolare è operativamente complesso — i vincoli costituzionali e di controllo delle esportazioni del Giappone differiscono significativamente da quelli dei partner europei — ma l'Italia ha attivamente lavorato con Tokyo per far funzionare l'accordo. Più in generale, l'Italia di Crosetto ha prestato attenzione alle dinamiche indo-pacifiche, riconoscendo che la sicurezza dell'ordine basato sulle regole in quella regione ha implicazioni anche per l'Europa.

Turchia

La Turchia è tra i rapporti più complessi nel contesto NATO dell'Italia. L'acquisto da parte di Ankara del sistema di difesa aerea russo S-400 ha creato tensioni durature all'interno dell'Alleanza. Il ruolo della Turchia come guardiano dell'allargamento NATO — dimostrato durante i processi di adesione di Svezia e Finlandia — e la sua politica assertiva nel Mediterraneo orientale, dove gli interessi turchi e italiani in Libia sono spesso divergenti, rendono questo rapporto oggetto di una gestione permanente. Nondimeno, la Turchia rimane un importante alleato NATO, e l'Italia ha lavorato per mantenere relazioni funzionali pur navigando queste frizioni.

Partner Mediterranei

I rapporti dell'Italia con Libia, Tunisia, Algeria ed Egitto sono plasmati da interessi sovrapposti: approvvigionamento energetico (specie dopo che la crisi energetica del 2022 ha evidenziato la dipendenza italiana da alternative al gas russo), gestione dei flussi migratori, contrasto al terrorismo e stabilità regionale. Il Piano Mattei per l'Africa — la più ampia iniziativa del governo italiano sotto la guida della presidente del Consiglio Meloni — è il quadro generale all'interno del quale l'Italia cerca di instaurare un approccio partenariale al continente che vada oltre la gestione delle emergenze. La dimensione difesa e sicurezza di questa ambizione, compresa la formazione, la riforma del settore della sicurezza e la cooperazione antiterrorismo nel Sahel e nel Corno d'Africa, rientra nelle competenze di Crosetto.

Temi Principali dell'Agenda Internazionale di Crosetto

Solidarietà NATO e Impegno al 2%

La spesa italiana per la difesa storicamente bassa — intorno all'1,4–1,5% del PIL per gran parte del periodo post-Guerra Fredda — è stata fonte di attrito con gli Stati Uniti e altri alleati che raggiungono o superano la soglia del 2%. Crosetto è stato il più convinto sostenitore all'interno del governo per un avvicinamento credibile dell'Italia al 2% e ha gestito piani di spesa pluriennali destinati a dimostrare questa traiettoria. La sfida è reale: in un contesto fiscale vincolato dal debito pubblico italiano, trovare le risorse aggiuntive per la difesa richiede volontà politica e difficili trade-off.

Integrazione della Difesa UE

L'Italia partecipa attivamente alla Cooperazione Strutturata Permanente dell'UE in materia di difesa (PESCO), che mira a sviluppare capacità comuni e armonizzare gli investimenti nella difesa tra gli stati membri disposti a farlo. Crosetto si è impegnato nei forum di difesa dell'UE, incluso il Fondo Europeo per la Difesa (FED) e la nuova Strategia Industriale di Difesa Europea. La sua posizione costante è che le iniziative UE devono produrre reale capacità senza duplicare le strutture di comando NATO — una linea pragmatica che riflette la profonda integrazione dell'Italia in entrambi i quadri.

Ucraina e Sicurezza Europea

La politica italiana sull'Ucraina sotto Crosetto ha incluso una sostanziale assistenza militare — sistemi di artiglieria, componenti di difesa aerea, addestramento — consegnata in coordinamento con gli alleati europei. Ha navigato la politica interna di questo sostegno in un paese dove i sondaggi hanno spesso mostrato un'opinione pubblica significativamente ambivalente riguardo all'aiuto militare all'Ucraina. La sua gestione della questione ha richiesto sia fermezza sul principio sia sensibilità alle dinamiche di coalizione.

Stabilità Mediterranea e Migrazione

La rotta migratoria del Mediterraneo centrale — dal Nord Africa attraverso le acque italiane e maltesi — è una delle questioni politicamente più delicate della politica interna italiana e uno dei principali motori delle scelte di politica estera di Roma. La dimensione militare (intercettazione navale, cooperazione con la guardia costiera, formazione delle autorità libiche e di altri paesi) si interseca direttamente con il portafoglio del ministro della Difesa. EUNAVFOR MED Irini, la missione UE per far rispettare l'embargo sulle armi in Libia, ha sede a Roma, e l'Italia è stata un contributore costante.

Africa e Piano Mattei

Il Piano Mattei per l'Africa della presidente del Consiglio Meloni — intitolato al fondatore dell'ENI Enrico Mattei, che propugnava un rapporto non sfruttatorio dell'Italia con l'Africa — mira a sviluppare un approccio italiano al continente fondato sul partenariato piuttosto che sulla dipendenza dagli aiuti. La dimensione difesa e sicurezza di questa ambizione, incluse le missioni di formazione, la riforma del settore della sicurezza e la cooperazione antiterrorismo nel Sahel e nel Corno d'Africa, rientra nelle competenze di Crosetto. Il ritiro italiano dalla missione in Mali e il perdurante impegno in Niger e in altri stati saheliani hanno messo alla prova i limiti di questa ambizione in un contesto di instabilità regionale.

Cooperazione Industriale della Difesa

La base industriale italiana della difesa — inclusa Leonardo, Fincantieri e le componenti italiane di MBDA — è un attore economico rilevante oltre che un asset strategico. Crosetto, con il suo retroterra all'AIAD, è stato una voce ministeriale insolitamente attiva sulla cooperazione industriale, la politica delle esportazioni e il consolidamento europeo nella difesa. La partecipazione italiana al GCAP è l'esempio di punta, ma vi sono molti accordi industriali bilaterali minori che richiedono una gestione attiva.

Impegno Multilaterale

Crosetto è stato un partecipante regolare e attivo nei principali forum multilaterali che definiscono la politica di difesa e sicurezza.

In sede NATO, le riunioni dei Ministri della Difesa (due volte l'anno a Bruxelles, con vertici aggiuntivi a livello di capi di stato) sono la sede principale. La partecipazione dell'Italia nelle strutture dei Corpi Multinazionali della NATO, il suo contributo ai gruppi da combattimento NATO e il suo ruolo nelle strutture di comando dell'alleanza rendono questi incontri direttamente rilevanti per la politica italiana. Crosetto li ha utilizzati per far avanzare le posizioni italiane sull'attenzione al fianco meridionale, sulla ripartizione degli oneri e sull'Ucraina.

In sede UE, il Consiglio Affari Esteri (nella configurazione Difesa) si riunisce regolarmente e riunisce i ministri della difesa dell'UE per coordinare sull'intera gamma delle iniziative di difesa UE — da PESCO alle missioni di addestramento UE al Fondo Europeo per la Pace (che cofinanzia l'assistenza militare all'Ucraina). L'impegno dell'Italia in EUNAVFOR Irini e i suoi impegni PESCO sono coordinati attraverso questo canale.

Il forum dei Ministri della Difesa del G7, diventato più prominente dopo il 2022, riunisce l'Italia con i suoi alleati più stretti (USA, UK, Francia, Germania, Canada, Giappone) in un formato più ristretto e ad alto livello di fiducia per la discussione strategica. L'Italia ha utilizzato questo forum per rafforzare il suo posizionamento atlantista e il suo impegno per l'Ucraina.

Il record di peacekeeping dell'Italia — l'UNIFIL in Libano, il KFOR in Kosovo (dove l'Italia è tra i principali contributori dal 1999) e le varie missioni in Africa — comporta anche una significativa gestione multilaterale, inclusi i rapporti con gli organi delle Nazioni Unite, i paesi ospitanti e i paesi partner contribuenti.

Sfide nelle Relazioni Internazionali

Vincoli Politici Interni

La Costituzione italiana richiede l'autorizzazione parlamentare per i principali impegni militari e i pacchetti di aiuti, il che significa che la politica interna vincola direttamente la libertà d'azione del ministro in modi meno comuni in alcuni paesi alleati. Gestire il calendario parlamentare accanto alle esigenze operative e alle aspettative degli alleati è una sfida perenne. Crosetto ha generalmente ottenuto con successo le autorizzazioni necessarie, ma il processo richiede una gestione politica sostenuta.

Gestione della Coalizione

La coalizione di governo riunisce FdI, Lega e Forza Italia — partiti con sensibilità notevolmente diverse su Russia, Ucraina e il rapporto transatlantico. Crosetto ha operato in un contesto in cui le posizioni di politica estera e difesa dei partner di coalizione hanno talvolta richiesto una cauta mediazione. Ha generalmente mantenuto una linea chiara sugli impegni alleati fondamentali evitando confronti interni inutili.

Pressioni di Bilancio

Raggiungere il 2% del PIL sulla difesa richiede aumenti sostenuti in un contesto fiscale vincolato dal debito pubblico italiano, dalle norme fiscali dell'UE (ora riattivate dopo la sospensione dell'era COVID) e da priorità di spesa domestica concorrenti. Crosetto è stato il più convinto sostenitore all'interno del governo per l'investimento nella difesa, ma tradurre questa advocacy in aumenti di bilancio coerenti comporta battaglie permanenti con il ministero dell'economia e con i partner di coalizione che privilegiano altre spese.

Impegni su Molteplici Teatri

La presenza simultanea dell'Italia in Libano, Kosovo, Corno d'Africa, Sahel, Iraq e in molteplici strutture NATO — insieme alle esigenze di esercitazioni bilaterali e programmi di interoperabilità — impone un considerevole sforzo alle Forze Armate. Gestire questi impegni investendo al contempo nella modernizzazione e in nuove capacità è il classico dilemma della pianificazione della difesa, e uno che Crosetto ha dovuto navigare con una forza che in alcuni settori rimane al di sotto dei livelli ottimali di personale e dotazione.

Diplomazia della Migrazione

L'intreccio tra gestione della migrazione e relazioni diplomatiche con gli stati del Nord Africa e del Sahel crea una tensione permanente nella politica estera italiana. Gli accordi che riducono i flussi migratori richiedono talvolta compromessi sulla condizionalità dei diritti umani o sulla qualità della governance degli stati partner. Il ruolo del Ministero della Difesa nella formazione delle guardie costiere libiche e di altri paesi, e nella cooperazione bilaterale di sicurezza, pone Crosetto all'intersezione di queste pressioni.