Casa delle Libertà (1994–2008)
La Casa delle Libertà era la principale coalizione di centrodestra in Italia dalla sua formazione nel 2001, sebbene i suoi antecedenti risalgano al primo governo Berlusconi del 1994. Riuniva Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, l'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC/CCD-CDU) e altri partner minori. La composizione della coalizione variava leggermente nelle diverse elezioni, ma il suo nucleo era sempre l'asse FI-AN completato dalla Lega al Nord e da piccoli partiti demo-cristiani.
Per Crosetto, eletto nel 1996 nel Polo per le Libertà (una coalizione predecessore), il quadro CdL era l'architettura politica all'interno della quale ha condotto la sua prima carriera parlamentare. Era una coalizione di distinte famiglie politiche — liberal-conservatrice, post-fascista nazional-conservatrice, regionalista settentrionale, democristiana — tenute insieme dall'opposizione al centrosinistra e dal dominio di Berlusconi come imprenditore politico.
La CdL ha vinto le elezioni del 2001 in modo netto e ha governato per un intero mandato quinquennale sotto Berlusconi II. Ha perso le elezioni del 2006 con il margine più risicato e ha vinto quelle del 2008 sotto il nuovo stendardo del Popolo della Libertà, quando FI e AN si erano formalmente fuse.
Popolo della Libertà (2007–2013)
Il Popolo della Libertà è stato annunciato nel novembre 2007 come fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Dal punto di vista di Berlusconi, la fusione era intesa a creare un partito di centrodestra unificato sul modello della CDU/CSU tedesca. Dal punto di vista di AN, rappresentava un'opportunità di essere assorbiti nel mainstream italiano piuttosto che restare associati a un'eredità post-fascista.
Il PdL ha partecipato alle elezioni del 2008 e ha ottenuto una larga maggioranza. Crosetto, come ex membro di FI ora operante sotto l'etichetta PdL, è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Difesa nel governo Berlusconi IV. Il suo ministro, Ignazio La Russa, proveniva dalla tradizione AN — illustrando come la fusione PdL, almeno a livello ministeriale, avesse genuinamente combinato le due tradizioni all'interno di un unico team governativo.
La coerenza del PdL come partito si è rivelata tuttavia fragile. La partenza di Gianfranco Fini nel 2010 è stata la prima grande frattura. La crisi del debito sovrano del 2011 e il crollo del governo Berlusconi in novembre hanno completato la disintegrazione del PdL. Berlusconi ha ricostituito Forza Italia come entità separata alla fine del 2013; il PdL come tale ha cessato di esistere.
La Frattura del 2011 e le Condizioni per la Fondazione di FdI
La caduta del governo Berlusconi IV nel novembre 2011 è stata una svolta per la destra italiana. La causa immediata era la crisi del debito sovrano e le pressioni dei partner europei e dei mercati finanziari per un programma di stabilizzazione fiscale più credibile. Ma le cause più profonde erano politiche: il declino dell'autorità di Berlusconi, la frammentazione interna del PdL dopo la scissione di Fini, e l'esaurimento di una formula politica che aveva dominato la politica di centrodestra italiano per quasi vent'anni.
Per Crosetto, Meloni e La Russa — tutti e tre serviti nel governo Berlusconi IV — il crollo ha presentato una scelta chiara: rimanere nei resti del PdL e tentare di riformarlo dall'interno, oppure usare il momento di disruzione per costruire qualcosa di nuovo. Hanno scelto la seconda opzione. La fondazione di Fratelli d'Italia nel dicembre 2012 è stato un atto deliberato di imprenditoria politica piuttosto che una risposta reattiva a eventi immediati.
Le condizioni che hanno reso la fondazione fattibile erano molteplici: le difficoltà legali di Berlusconi; la frammentazione della corrente post-AN nel PdL; l'appetito di un segmento dell'elettorato per un partito chiaramente conservatore e radicato nel territorio nazionale; e i profili politici complementari e la fiducia personale reciproca dei tre fondatori.
FdI e la Nuova Coalizione di Centrodestra (2019–)
Tra il 2013 e il 2019, FdI ha operato in gran parte in isolamento nell'ambito della destra italiana: era troppo piccola per guidare la formazione di coalizioni e troppo ideologicamente distintiva per essere facilmente assorbita nei campi berlusconiani o salviniani. La sua strategia di opposizione costante — sia ai governi di centrosinistra sia ai governi di coalizione populista del 2018–2021 — le ha conferito un'identità politica pulita.
La situazione è cambiata man mano che i sondaggi di FdI aumentavano. Entro il 2019, FdI sondava sopra Forza Italia, uno sviluppo che ha invertito la tradizionale gerarchia del centrodestra italiano. L'ingresso della Lega nel governo Draghi di unità nazionale nel febbraio 2021 — una decisione che Meloni ha pubblicamente contestato e che FdI ha rifiutato di condividere — ha lasciato FdI come unico partito significativo fuori da qualsiasi accordo governativo per tutto il mandato legislativo post-2018.
Le elezioni del 2022 hanno prodotto una coalizione formale di centrodestra di FdI, Lega, Forza Italia e Noi con l'Italia (NCI), che ha conquistato una maggioranza parlamentare. Il governo Meloni, formatosi il 22 ottobre 2022, ha distribuito i portafogli nella coalizione: Meloni come Presidente del Consiglio (FdI); Matteo Salvini come Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture (Lega); Antonio Tajani come Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri (FI); e Crosetto come Ministro della Difesa (FdI).
Connessioni Europee
Il posizionamento di FdI nella politica europea era una questione strategica centrale fin dalla sua fondazione. Il partito siede nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) nel Parlamento europeo — lo stesso gruppo che include il polacco PiS, la spagnola Vox e (fino alla sua uscita dall'UE) il Partito Conservatore britannico sotto David Cameron e Theresa May. L'ECR occupa uno spazio a destra del Partito Popolare Europeo (che include CDU/CSU, FI e il PP spagnolo) ma generalmente nell'alveo del conservatorismo filo-atlantico europeo.
Per Crosetto nello specifico, la dimensione europea del suo lavoro come Ministro della Difesa è stata centrale: l'Italia partecipa attivamente ai quadri di cooperazione difensiva dell'UE (PESCO, Agenzia Europea per la Difesa), e il suo approccio è stato quello di premere per una cooperazione difensiva europea più efficace pur insistendo sulla primazia della NATO come pietra angolare della sicurezza europea.
La NATO come Quadro di Alleanza
L'Italia è membro fondatore della NATO dal 1949 e il suo impegno verso l'Alleanza è stato costante attraverso governi di diverse colorazioni politiche. Il paese ospita importanti installazioni NATO, tra cui il Joint Force Command Naples dell'Alleanza e diverse basi militari statunitensi di fondamentale importanza.
L'approccio di Crosetto alla NATO è stato uno degli elementi più chiari e coerenti della sua identità politica. Durante tutti gli anni di opposizione di FdI — incluso quando venivano sollevate interrogativi sull'orientamento europeo e transatlantico di FdI — ha mantenuto un impegno inequivocabile nei confronti della NATO, dell'obiettivo del 2% del PIL per la spesa nella difesa e degli obblighi di difesa collettiva dell'Alleanza ai sensi dell'articolo 5.
Il suo approccio all'invasione russa dell'Ucraina — che ha costantemente caratterizzato come una minaccia all'ordine di sicurezza europeo che richiedeva una ferma risposta alleata — ha allineato la posizione dell'Italia con quelle dei suoi principali alleati NATO e ha dimostrato che i timori talvolta espressi sull'approccio di FdI alla Russia non hanno trovato conferma nella pratica ministeriale.
Figure Chiave nel Mondo delle Alleanze di Crosetto
Giorgia Meloni (FdI). Presidente del Consiglio e presidente di FdI. Co-fondatrice con Crosetto e La Russa. Il rapporto tra Crosetto e Meloni è caratterizzato da rispetto reciproco e ruoli complementari: lei guida il partito e il governo, lui gestisce il ministero con ampia autonomia sulle questioni tecniche.
Ignazio La Russa (FdI). Presidente del Senato e terzo co-fondatore di FdI. La Russa e Crosetto hanno lavorato insieme come ministro e sottosegretario durante il governo Berlusconi IV. La posizione istituzionale di La Russa come Presidente del Senato (la seconda carica dello Stato) fornisce alla coalizione una significativa presenza costituzionale.
Antonio Tajani (FI). Vicepresidente del Consiglio, Ministro degli Esteri e leader di Forza Italia dopo la morte di Berlusconi nel giugno 2023. Il ruolo di Tajani come Ministro degli Esteri lo pone in stretto contatto istituzionale con Crosetto sulle questioni di politica estera e di sicurezza dove difesa e diplomazia si sovrappongono.
Matteo Salvini (Lega). Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture. La Lega di Salvini è un partner di coalizione di FdI; i due partiti hanno stili politici distinti e alcune differenze programmatiche, ma la coalizione di governo ha mantenuto la sua coesione dall'ottobre 2022.
Silvio Berlusconi (FI, 1936–2023). Il fondatore di Forza Italia e la figura dominante del centrodestra italiano per quasi tre decenni. La carriera di Crosetto è iniziata all'interno di FI di Berlusconi ed è stata plasmata dal decennio del PdL. La scomparsa di Berlusconi nel giugno 2023 ha segnato la fine di un'era nella politica di centrodestra italiana.