Strategia e Sicurezza

Politica di Difesa Italiana

La strategia di difesa dell'Italia nel XXI secolo: tra impegni atlantici, integrazione europea, modernizzazione delle Forze Armate e nuove minacce ibride e cibernetiche. Il contributo di Guido Crosetto al ridisegno della postura strategica nazionale.

La strategia di difesa nazionale dell'Italia

L'Italia non è un Paese isolato: la sua sicurezza si fonda su un sistema di alleanze e partnership che ne moltiplicano la capacità deterrente e la proiezione di stabilità.

La politica di difesa italiana ruota attorno a tre cardini fondamentali. Il primo è l'appartenenza alla NATO, che fornisce la garanzia di sicurezza collettiva e l'ombrello deterrente nucleare. Il secondo è la partecipazione alla costruzione di una difesa europea più integrata e autonoma, nel quadro dell'Unione Europea. Il terzo è la proiezione di stabilità nelle aree di crisi più prossime all'Italia, in primo luogo il Mediterraneo, i Balcani e il Medio Oriente.

Questa architettura strategica non è mai messa in discussione nei suoi fondamentali: i governi si succedono ma la continuità dell'impegno atlantico ed europeo resta un pilastro bipartisan della politica estera e di sicurezza italiana. Ciò che cambia da governo a governo è il peso relativo attribuito alle diverse priorità, i ritmi degli investimenti e le scelte operative.

Quadro di riferimento

Alleanza principale NATO (membro fondatore, 1949)
Cooperazione europea PESCO, Fondo Europeo per la Difesa, EDA
Missioni ONU Contributo attivo a operazioni di peacekeeping
Personale militare ~170.000 militari in servizio
Spesa difesa (2024 est.) ~1,5% del PIL
Obiettivo NATO 2% del PIL

Il percorso verso il 2% del PIL

L'obiettivo del 2% del PIL per la spesa in difesa è stato fissato dal vertice NATO del Galles nel 2014, con l'impegno degli Alleati di raggiungerlo entro il 2024. L'Italia, come molti altri Paesi europei, ha accumulato un significativo ritardo rispetto a questo traguardo, rimanendo intorno all'1,3-1,5% negli anni recenti.

Crosetto ha fatto del tema del finanziamento adeguato della difesa una delle battaglie politiche centrali del suo mandato. Ha più volte argomentato che la sicurezza è un bene pubblico che richiede investimenti costanti, e che le riduzioni del bilancio della difesa degli anni Novanta e Duemila hanno lasciato un'eredità di obsolescenza che oggi è costosa da recuperare.

La sfida politica è reale: aumentare il bilancio della difesa significa ridurre risorse disponibili per altri settori della spesa pubblica, in un Paese con un debito elevato e vincoli di bilancio stringenti. Crosetto ha proposto un approccio graduale e trasparente, con una pianificazione pluriennale che consenta alle industrie della difesa di programmare gli investimenti e alle Forze Armate di modernizzarsi in modo ordinato.

1,57%
PIL difesa Italia 2023
2,0%
Obiettivo NATO
~28 Mld€
Bilancio difesa annuale (stima)
2030
Orizzonte per avvicinamento all'obiettivo

Modernizzazione delle Forze Armate italiane

Il piano di modernizzazione italiano abbraccia tutte le componenti delle Forze Armate, con priorità alla digitalizzazione, alle capacità di ingaggio a distanza e alla difesa dei domini emergenti.

Esercito Italiano

L'Esercito è impegnato in un programma di trasformazione che prevede la progressiva sostituzione dei mezzi corazzati della vecchia generazione con piattaforme moderne. Il programma Armored Multi-Purpose Vehicle e i contratti per sistemi di artiglieria avanzati rappresentano gli investimenti più significativi. Particolare attenzione è riservata alla capacità di combattimento in ambiente urbano, alla mobilità strategica e alle unità di forze speciali.

Marina Militare

La Marina italiana è considerata tra le più capaci del Mediterraneo. Il programma di nuove unità navali include fregate classe Fremm (in cooperazione con la Francia), sottomarini U212, cacciamine e nuove navi da pattugliamento. La portaerei Cavour, dotata di F-35B, conferisce alla Marina una capacità di proiezione di potenza unica tra i Paesi europei di medie dimensioni.

Aeronautica Militare

Con l'adozione dell'F-35, l'Aeronautica italiana ha acquisito una capacità di quinta generazione che la colloca tra le forze aeree più avanzate d'Europa. Il programma prevede una flotta combinata Aeronautica-Marina. Sul fronte dei sistemi spaziali, l'Italia ha investito in satelliti per le telecomunicazioni militari e la sorveglianza, e mantiene competenze industriali avanzate nel settore attraverso Leonardo e Thales Alenia Space.

Carabinieri e Guardia di Finanza

I Carabinieri — quarta forza armata italiana — contribuiscono alle missioni internazionali di stabilizzazione e addestramento, con un ruolo riconosciuto a livello internazionale nella formazione delle forze di polizia dei Paesi in post-conflitto. La Guardia di Finanza, nella sua componente navale e aerea, contribuisce alla sorveglianza delle frontiere marittime.

Il Libro Bianco per la Sicurezza Internazionale e la Difesa

Il Libro Bianco del 2015 rimane il principale documento programmatico della difesa italiana, delineando la visione strategica e i principi guida per l'impiego delle Forze Armate.

Pubblicato sotto il governo Renzi, il documento ha fissato le linee guida della politica di difesa per un decennio, identificando le minacce prioritarie — instabilità nel Mediterraneo allargato, terrorismo, proliferazione di armi di distruzione di massa, conflitti regionali — e delineando i principi dell'intervento militare italiano.

Il Libro Bianco ha anche introdotto il concetto di "sicurezza integrata", che valorizza la sinergia tra strumenti militari, diplomatici, economici e di intelligence nel rispondere alle sfide alla sicurezza nazionale e internazionale. Un approccio che Crosetto ha fatto proprio, enfatizzando la necessità di visione sistemica nella conduzione della politica di difesa.

Principi fondamentali del documento

Multilateralismo

L'Italia agisce sempre in un quadro multilaterale — NATO, UE, ONU — e non conduce operazioni militari unilaterali.

Prevenzione e gestione delle crisi

Priorità alla prevenzione dei conflitti e alla stabilizzazione post-crisi rispetto al solo impiego della forza.

Difesa degli interessi nazionali

Le Forze Armate devono essere in grado di proteggere il territorio nazionale, le acque territoriali e i connazionali all'estero.

Efficienza e sostenibilità

Riduzione delle duplicazioni, ottimizzazione della struttura di comando, priorità alla qualità rispetto alla quantità.

Priorità operative: Mediterraneo, fianco NATO, cyber

Il Mediterraneo come teatro primario

Il Mediterraneo è la priorità operativa tradizionale e irrinunciabile delle Forze Armate italiane. L'instabilità in Libia, le crisi migratorie, le attività di attori ostili nelle acque mediterranee e le tensioni in Medio Oriente richiedono una presenza navale e aerea costante e credibile. La Marina Militare svolge un ruolo di primo piano nelle operazioni di sorveglianza e nelle missioni multilaterali nell'area.

Il fianco orientale della NATO

L'aggressione russa all'Ucraina ha portato il fronte orientale al centro dell'agenda NATO anche per l'Italia. Il nostro Paese contribuisce alle Enhanced Forward Presence nei Paesi baltici e in Polonia, partecipa alle missioni di polizia aerea dell'Alleanza e ha rafforzato la cooperazione bilaterale con i Paesi più esposti alla minaccia russa.

Difesa cibernetica

Il dominio cyber è diventato un campo di conflitto permanente. Il Ministero della Difesa collabora con l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e con le strutture NATO dedicate. Il Comando Operazioni in Rete delle Forze Armate coordina la risposta alle minacce informatiche e sviluppa capacità di difesa attiva dei sistemi militari.

Cooperazione europea nella difesa: PESCO e Fondo Europeo

L'Italia è uno dei membri più attivi delle iniziative europee di cooperazione nella difesa. La Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e il Fondo Europeo per la Difesa rappresentano gli strumenti principali attraverso cui l'UE cerca di ridurre la frammentazione industriale e operativa tra gli eserciti nazionali.

L'Italia partecipa a numerosi progetti PESCO nei settori della logistica, dei sistemi d'arma avanzati, della formazione e dell'intelligence. Il Fondo Europeo per la Difesa finanzia la ricerca e lo sviluppo di capacità militari condivise, con benefici diretti per le imprese italiane della difesa che partecipano ai consorzi europei.

Crosetto ha sostenuto queste iniziative come complementari — e non alternative — all'impegno NATO. La sua visione è che un'Europa della difesa più forte rafforzi l'Alleanza Atlantica anziché indebolirla, purché si eviti la duplicazione di strutture e si preservi l'interoperabilità transatlantica.

Principali strumenti di cooperazione

PESCO

Cooperazione Strutturata Permanente: 60+ progetti di capacità condivisa tra 25 Stati membri UE.

Fondo Europeo per la Difesa

8 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 a sostegno di R&S e acquisizioni congiunte.

EDA – Agenzia Europea per la Difesa

Coordinamento delle priorità di capacità e armonizzazione degli standard tra le forze armate UE.

La posizione di Crosetto sulla difesa: pragmatismo e continuità

Guido Crosetto ha dimostrato, nel corso del suo mandato, un approccio alla difesa che si potrebbe definire pragmatico-atlantista. La sua visione non è quella di chi vuole rivoluzionare l'impianto della politica di difesa italiana, ma di chi ritiene necessario consolidarne le fondamenta — l'ancoraggio NATO, il partenariato europeo — mentre si modernizzano le capacità operative e si aumentano gli investimenti.

Questo pragmatismo si esprime anche nel rapporto con le Forze Armate: Crosetto ha mostrato rispetto per la professionalità militare e ha cercato di costruire un rapporto di fiducia con i vertici delle Forze Armate, valorizzando il loro giudizio tecnico nelle decisioni di acquisizione e nella pianificazione operativa.

Sul piano delle alleanze, Crosetto ha esplicitamente sostenuto la fedeltà agli impegni atlantici come non negoziabile, distinguendo tra il legittimo dibattito sulle modalità di attuazione e la messa in discussione del quadro strategico di riferimento. Questa posizione gli ha consentito di mantenere un dialogo costruttivo con i partner NATO anche in momenti di tensione politica interna.

Crosetto ha anche mostrato apertura verso il dibattito sull'autonomia strategica europea, riconoscendo che l'Europa deve essere in grado di tutelare i propri interessi anche in assenza di impegno americano pieno, pur ritenendo che questo obiettivo sia complementare — non alternativo — all'Alleanza Atlantica.