Ruolo Istituzionale

Ministro della Difesa

Nominato il 22 ottobre 2022 dal Presidente della Repubblica su indicazione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Guido Crosetto guida il Ministero della Difesa in una fase di profonda trasformazione per la sicurezza europea.

Il 22 ottobre 2022: insediamento al Ministero della Difesa

Guido Crosetto è entrato in carica come Ministro della Difesa nel momento forse più delicato per la sicurezza europea dal dopoguerra.

La sua nomina avviene a pochi mesi dall'avvio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia (febbraio 2022), che ha radicalmente ridefinito il calcolo strategico di tutti i Paesi europei. L'Italia si trovava a dover rispondere a pressioni crescenti da parte degli alleati NATO per aumentare la spesa militare, modernizzare le proprie forze armate e contribuire con maggiore peso alla difesa collettiva dell'Alleanza.

Crosetto giungeva al ruolo con un curriculum inusuale per un ministro della difesa: oltre all'esperienza parlamentare nelle commissioni difesa e industria, aveva trascorso quasi un decennio come presidente di AIAD, la Federazione delle Aziende Italiane per l'Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Questa combinazione di competenza tecnica, conoscenza istituzionale e reti industriali lo rendeva una scelta naturale per guidare il dicastero in una congiuntura così critica.

Dati del mandato

Data di nomina 22 ottobre 2022
Governo Governo Meloni I
Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Sede del Ministero Palazzo Baracchini, Roma
Forze Armate Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, GdF (funzione militare)
Personale Circa 170.000 militari in servizio attivo
Crosetto al Consiglio Affari Esteri UE (Difesa), novembre 2022

Al Consiglio Affari Esteri (Difesa) a Bruxelles, tra i primi impegni internazionali del neoministro.

Le responsabilità del Ministero della Difesa

Il Ministero della Difesa coordina e dirige le Forze Armate italiane, gestisce il bilancio della difesa, supervisiona le acquisizioni e definisce l'indirizzo strategico della politica di sicurezza nazionale.

Comando e controllo

Il Ministro esercita l'autorità politica sulle Forze Armate, coordina le attività del Capo di Stato Maggiore della Difesa e assicura il raccordo tra la direzione politica e quella operativo-militare.

Pianificazione strategica

Definisce le linee guida per la pianificazione delle capacità militari di lungo periodo, in raccordo con gli impegni NATO e le iniziative europee di difesa.

Bilancio e acquisizioni

Gestisce il bilancio della difesa, approva i principali programmi di acquisizione e supervisiona i contratti con l'industria nazionale e internazionale della difesa.

Personale militare

Responsabile delle politiche sul personale delle Forze Armate, incluse le carriere degli ufficiali, le condizioni di servizio, il benessere dei militari e delle loro famiglie.

Relazioni internazionali

Rappresenta l'Italia nei consessi multilaterali della difesa (NATO, UE, ONU) e conduce il dialogo bilaterale con i ministri della difesa dei Paesi alleati e partner.

Missioni internazionali

Coordina le missioni militari italiane all'estero — peacekeeping, addestramento, operazioni NATO — sottoponendo le proroghe all'autorizzazione parlamentare semestrale.

Il bilancio della difesa e l'obiettivo NATO del 2% del PIL

Una delle principali sfide che Crosetto ha ereditato al momento del suo insediamento è il divario tra la spesa italiana per la difesa e il parametro concordato in sede NATO del 2% del PIL. Quando si è insediato, l'Italia si attestava intorno all'1,4% del PIL — una percentuale inferiore alla media europea tra i membri dell'Alleanza.

Crosetto ha difeso pubblicamente e con coerenza la necessità di incrementare gradualmente gli stanziamenti, argomentando che la sicurezza ha un costo e che rimandare gli investimenti comporta nel lungo periodo spese maggiori e capacità ridotte. Ha tuttavia riconosciuto le difficoltà politiche interne legate all'aumento della spesa militare in un Paese che ha tradizionalmente mostrato sensibilità verso questi temi nell'opinione pubblica.

La traiettoria di avvicinamento al 2%, concordata con gli alleati, prevede un incremento progressivo del bilancio della difesa nell'arco di diversi anni. Crosetto ha indicato che questo percorso richiede non soltanto risorse aggiuntive, ma anche una riforma della struttura della spesa: meno masse di personale, più investimenti in tecnologia, equipaggiamenti e capacità avanzate.

~1,5%
PIL destinato alla difesa (stima 2024)
2%
Obiettivo NATO concordato

Modernizzazione delle Forze Armate italiane

Il Ministero ha avviato una profonda revisione dei programmi di acquisizione per adeguare le capacità operative delle Forze Armate alle sfide del presente e del futuro.

Marina Militare

Il programma di ammodernamento della flotta italiana prosegue con l'acquisizione di nuove unità navali da combattimento, sottomarini di nuova generazione e pattugliatori. Il Programma Navale prevede investimenti pluriennali per garantire la presenza e la credibilità navale nel Mediterraneo e negli oceani.

Aeronautica Militare

L'Italia partecipa al programma F-35 con una flotta mista Aeronautica-Marina, che rappresenta il principale vettore da combattimento di quinta generazione. Proseguono inoltre investimenti in sistemi missilistici, velivoli da trasporto e capacità di rifornimento in volo.

Esercito Italiano

I programmi terrestri includono il rinnovamento del parco corazzato, l'acquisizione di sistemi di artiglieria avanzati, veicoli da combattimento e sistemi di difesa antimissile tattica. Particolare attenzione è dedicata alle capacità cyber e di guerra elettronica.

Difesa Cibernetica e Spaziale

Crosetto ha riconosciuto la crescente importanza del dominio cyber e dello spazio come nuovi campi di conflitto. Il Ministero ha avviato iniziative per rafforzare le capacità italiane in questi ambiti, in sinergia con il Comando Operazioni in Rete e le strutture NATO dedicate.

Il sostegno all'Ucraina nel quadro parlamentare

L'Italia ha fornito assistenza militare all'Ucraina sulla base di pacchetti approvati dal Parlamento, in linea con le decisioni dei partner europei e atlantici.

Crosetto ha gestito questa partita con attenzione istituzionale: ogni invio di materiale militare è stato sottoposto a deliberazione parlamentare, garantendo la trasparenza democratica del processo. Il Ministro ha ribadito più volte che il sostegno all'Ucraina non equivale a coinvolgimento diretto nel conflitto, e che l'Italia agisce nell'ambito del diritto internazionale e delle decisioni dell'Alleanza.

Sul piano politico interno, la gestione degli aiuti all'Ucraina ha richiesto a Crosetto un equilibrio delicato: rispettare gli impegni con gli alleati, ottenere il consenso parlamentare e spiegare all'opinione pubblica le ragioni strategiche di una scelta non priva di controversie nel dibattito politico italiano.

Il quadro del sostegno italiano

Base giuridica Deliberazioni parlamentari semestrali
Tipologia Sistemi d'arma, munizioni, equipaggiamenti, assistenza umanitaria
Coordinamento In raccordo con UE, NATO e coalizione internazionale
Posizione di Crosetto Sostegno all'Ucraina nel rispetto del quadro istituzionale; no all'escalation

Cooperazione NATO e ruolo dell'Italia

Crosetto ha preso parte a tutti i principali appuntamenti NATO durante il suo mandato, dai vertici dei capi di Stato e di Governo alle riunioni dei ministri della difesa. In questi consessi ha rappresentato una voce autorevole sulla necessità di mantenere la coesione dell'Alleanza pur approfondendo la cooperazione europea.

Sul fronte del burden-sharing, ha confermato l'impegno italiano verso il raggiungimento dell'obiettivo del 2%, presentandolo come un dovere di solidarietà verso gli alleati e non soltanto come adempimento formale. Ha anche sostenuto il rafforzamento del fianco orientale della NATO, partecipando alle iniziative di presenza avanzata nei Paesi baltici e in Polonia.

Il Mediterraneo resta una priorità assoluta per la strategia italiana. Crosetto ha sottolineato in più occasioni che la stabilità del fianco meridionale dell'Alleanza è altrettanto importante di quella del fianco orientale, e che l'Italia — per la sua posizione geografica — ha un ruolo naturale nel presidiarla.

L'Italia contribuisce inoltre a numerose missioni NATO e ONU in tutto il mondo, dal Kosovo al Libano, dalla Somalia all'Iraq. Questo impegno operativo rappresenta una delle modalità principali con cui il Paese esprime la propria credibilità all'interno dell'Alleanza e nella comunità internazionale.

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Guido Crosetto in un impegno ufficiale

La politica industriale della difesa

Il Ministro Crosetto ha portato al dicastero una visione integrata del rapporto tra capacità militari e base industriale nazionale.

L'Italia dispone di un tessuto industriale della difesa tra i più avanzati d'Europa, con campioni nazionali come Leonardo e Fincantieri e numerose PMI ad alto contenuto tecnologico. Crosetto ha sostenuto la necessità di valorizzare questa base industriale attraverso programmi di acquisizione nazionali e la partecipazione ai principali programmi europei di cooperazione industriale.

In ambito europeo, l'Italia partecipa attivamente al Fondo Europeo per la Difesa e ai programmi PESCO (Cooperazione Strutturata Permanente), che consentono di sviluppare capacità condivise riducendo i costi unitari e aumentando l'interoperabilità tra le forze armate dei Paesi UE.

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